Dal cetriolo ai Patata bond

Tutto e più di tutto è quanto finora detto sul sesso, sui suoi modi, sui suoi nomi.

Non sfuggono a questa ricchezza i nomi del Coso e della Cosa, che del sesso sono presupposto e mezzo.

Che si tratti di lingue antiche, moderne o contemporanee (o anche solo di loro stadi variamente lacunosi o, persino, di frammenti), innumerevoli sono i lavori sulla terminologia degli organi sessuali ad oggi condotti, come si evince dall’interesse ciclico anche della stampa non specialistica per questo genere di questione (meta)linguistica.

Dall’insieme di questi lavori, di settore e non, prende avvio questa ricerca di durata biennale, il cui obiettivo è di riunire un corpus (repertorio) di nomi il più possibile esteso e aderente all’architettura della lingua nel suo complesso. La fase di scavo necessaria al reperimento delle forme non si limiterà, infatti, alle diverse tipologie testuali scritte ma cercherà di estendersi alle forme dell’oralità, dichiarata o di fatto (si pensi alla lingua usata in molti blog o nei social network).

Imprescindibile sarà perciò il ruolo degli utenti della Rete, grazie alle cui reti (amici, conoscenti, familiari invitati a prendere parte al sondaggio) sarà possibile raggiungere un campione notevolmente più ampio di quello censito con le metodologie di indagine tradizionali, eterogeneo e disomogeneo, condizione, questa, fondamentale per fotografare il fenomeno nella sua articolazione. Si chiederà, infatti, di indicare in corrispondenza di ciascuna forma segnalata se la si usi personalmente o se la si conosca solo per averla sentita usare, da che regione italiana si provenga o dove si risieda, la propria età o l’età (anche approssimativa) di chi di un certo nome si serva e così via.

Incrociati, questi parametri dovrebbero consentire di ricavare per ciascun termine / gruppo di termini l‘identikit del parlante / gruppo di parlanti che se ne serve in specifici contesti comunicativi, così da spiegare (o almeno da tentare di spiegare) i modi in cui il tabù connesso ai nomi di Coso e di Cosa si eserciti in senso onomaturgico (perché venga creata una certa forma e proprio quella per evitare di pronunciare il nome sconveniente) e per rispondere alle esigenze di specifici contesti (i nomi creati per riferirsi agli organi sessuali in una situazione ufficiale e/o formale differiranno quasi certamente da quelli destinati all’uso tra amici o confidenziale).

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