Tabù (in pillole)

Anglismo (cfr. ingl. linguistic taboo) pervenuto in italiano attraverso la mediazione del francese tabou, il termine tabù (da tempo integrato nella lingua italiana, che ne ha tratto forme quali tabuizzazione e tabuizzare) è di origine polinesiana e risulta composto di due elementi formativi: «ta ‘marcare, notare’ e bu particella intensificativa», coi quali si indica «ciò che viene considerato sacro, proibito» (anche nella forma tapu; cfr. Devoto Giacomo, Avviamento alla etimologia italiana, Le Monnier, Firenze, 1968). Attestato per la prima volta nel 1795 tra le pagine di uno dei diari dall’esploratore Cook (che afferma di aver sentìto pronunciare il termine per la prima volta nel 1771), il vocabolo sembra aver fatto il proprio ingresso in italiano nel 1895 con l’accezione di ‘qualcosa cui è bene non avvicinarsi pena il correre un gravissimo rischio’.

Sulla stratificazione semantica di questo termine si confronti Eufemismi antichi e moderni, in E. Benveniste, Problemi di linguistica generale, Gallimard, Il Saggiatore, Milano, 1971, ed. orig. Paris, 1966.

Per una disamina più approfondita del concetto di tabù in generale si rinvia alla corrispondente voce dell’Enciclopedia delle scienze sociali (Treccani), a partire dalla quale è possibile raggiungere una sezione di approfondimento sul tabù riferito alle parti del corpo.

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